Il weekend elettorale è stato palloso, ma ho fatto un figurone come vicepresidente di seggio, un po' grazie alla mia meticolosità, un po' perchè i miei colleghi non erano dei fulmini di guerra. Le mie speranze di trovare scrutatrici gnocche si sono infrante di fronte a tre signore di mezza età per nulla piacenti e una segretaria un po' più giovane ma altrettanto anonima. E anche tra le votanti non c'era modo di rifarsi gli occhi. In compenso ho fatto una full immersion negli ultimi cinquant'anni di storia della piccola frazione dove vivo e ho in testa l'albero genealogico e le malattie di tutti i suoi abitanti. Tutte queste utilissime notizie mi sono state date dal martellamento incessante che le tre signore citate sopra hanno messo in atto durante le 22 ore di apertura del seggio. Nonostante i miei nervi siano stati messi a dura prova, ho resistito senza fiatare e ho osato persino interloquire in alcuni frangenti. Ecco alcuni degli argomenti di conversazione tipici:
"Eo de chi quel la?"
"Di chi è figlio quel giovine?"
"L'Angeina la se ha smagrì, la era bea ciciota na volta"
"Angela è ritornata in forma"
"So fia dea Gema no ghe someia a so pare, la è compagna de so zio, ma no i è gnanca parenti"
"Nutro seri dubbi sulla condotta morale di Gemma"
"Toni l'ha tirà un sac de schei, l'avea el teren dove che te ha la casa ti"
"Antonio ha un ottimo senso delgi affari"
"Penséo che Mario el fusse mort l'an passà, ma a vederlo no ghe manca tant"
"Mario non mi sembra in gran forma"
"Par carità, no i vui i rossi"
"Spero in una vittoria del centrodestra"
E' stata un'impresa non mettere in atto progetti di uso creativo di una motosega.

