Non sono un leghista, non lo sarò mai. Ho da anni una camicia verde regalatami poco prima che la Lega si appropriasse di questo capo di vestiario, l'ho messa una sola volta, è come nuova. Non sono di destra, non mi sono mai spinto oltre l'Italia dei Valori come voto, arrivando a rimpiangere Democrazia Proletaria di Mario Capanna.
Oggi si parla di espulsioni dei rumeni, come se non rientrassero subito dopo attraverso un altro valico, come se il problema non fosse presente da anni. E poi perchè criminalizzare un popolo? Io di rumeni ne conosco, ci parlo ogni giorno al telefono da 6 anni, sono persone come noi, spesso migliori di noi professionalmente parlando. Ma sono quelli che sono rimasti in Romania. Parliamo invece di Rom. Il punto è semplice: questi non vogliono lavorare, non vogliono mandare i figli a scuola, pretendono servizi da uno Stato che non è il loro e per cui non pagano un centesimo di tasse, la loro fonte di reddito è il furto o, quando va bene, l'accattonaggio. Io i campi nomadi li chiuderei tutti e subito, non ci spenderei un euro se non dopo aver sistemato l'ultima famiglia italiana che fa fatica ad arrivare a fine mese.
In questo forse sono di destra, ma come me lo è gente del calibro di Cofferati, che per la sua lotta all'illegalità a Bologna gli darebbero fuoco. La sinistra ora si solleva e perfino Rifondazione se ne sta defilata, dopo aver difeso per anni queste teste di cazzo, ma viene il dubbio che tutto ciò accada perchè è successo a Roma, è successo in una zona degradata e ha ragione Fini quando dice che si dovrebbero chiedere spiegazioni a Rutelli e Veltroni, due pilastri del nascente Partito Democratico. Non a caso il delitto di Gorgo al Monticano, ben più efferato di questo, ha sollevato sdegno ma nessuna espulsione di massa degli albanesi.
Parafrasando l'imitazione di Crozza, bisognerebbe domandare a Valtere: ma mentre facevi la campagna elettorale per le primarie del Partito Democratico, chi cazzo ci stava al Campidoglio?
